
L’editoria teatrale è morta (ma pubblica post mortem). I libri di teatro si vendono meno dei VHS. I testi restano nei cassetti, le recensioni nelle cartelle stampa. Ma c’è chi resiste: riviste, archivi, progetti online che salvano memoria e voce. Anche se il pubblico legge poco, e spesso solo i titoli. Ma tu no, vero?
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