Nelle Cosmicomiche, Qfwfq non sa dire cosa sia, solo come stava: a quale distanza da un'altra massa, con quale orientamento, in quale relazione con ciò che gli stava accanto. Prima ancora di avere forma riconoscibile aveva una posizione. Calvino applicava, potremmo dire, la grammatica originaria dell'universo, anteriore alla luce, alla materia solida, persino anteriore al linguaggio con cui si potrebbe descriverla. È da questa grammatica — non dall'astronomia né dalla […]
Nel 323 a.C i generali di Alessandro Magno - passati successivamente alla storia con il nome di diadochi - si trovarono d'accordo su una cosa sola: il loro re era morto. Non tardarono ad arrivare le narrazioni più disparate sulle cause del decesso. L'ipotesi di avvelenamento era di gran lunga la più accreditata, un complotto da manuale tra gli stessi generali. Molti erano scontenti di quell'impero ecumenico e meticcio che […]
Il termine “confine” deriva dal latino confīnis, composto da cum- (insieme, con) e finis (fine, limite). Lessema attualmente fonte di pubblico contraddittorio, “confine” è la chiave di lettura in grado di scardinare le imposte sceniche di “Scusate se non siamo morti in mare”, spettacolo scritto e diretto da Emanuele Aldrovandi, in scena allo Spazio Diamante di Roma dal 12 al 15 febbraio 2026. Etimologicamente, significa "che ha il limite in […]
Ci voleva forse un supereroe per raccontare come uno Stato possa stuprare una donna già vittima di violenza. Antonio Latella — regista campano che dal 2004 vive a Berlino, primo italiano selezionato per il Theatertreffen dei Berliner Festspiele, artefice di un teatro che ha fatto della scena tedesca uno dei suoi orizzonti e della Volksbühne una seconda casa — chiude con Wonder Woman la trilogia sui giustizieri mascherati iniziata con […]
Delle mani, prima di tutto, di quel bianco che è candore di deposito, il bianco della neve quando smette di essere mero fenomeno atmosferico e non ha ancora deciso cosa diventare — sudario, forse, o dispensa. Salgono sulle ginocchia di uno spettatore in prima fila, poi sulle spalle, poi sulla testa del vicino, arrancando verso l'alto come se la platea fosse roccia viva. Allargando lo sguardo, in un'epifania ritardata, alla […]