RECENSIONI

La sorella di Gesucristo

today8 Maggio 2023 62 6

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La sorella di Gesucristo è il terzo capitolo della Trilogia della provincia del noto attore e drammaturgo pugliese Oscar De Summa, prodotto da. Debuttato all’Armunia Festival, ha lasciato il pubblico senza parole per molteplici ragioni. La bellezza del testo (composto dallo stesso De Summa) si unisce alle abilità interpretative dell’attore, narratore infallibile nel ritmo e nelle scelte registiche. Una di queste, in particolare, ha destato lo stupore e in certi casi lo scalpore del pubblico, il ricorso a un graphic novel, proiettato al termine di ogni quadro narrativo. Ma andiamo con ordine!

Maria è la sorella di Gesucristo. Il fratello è così chiamato per il ruolo ricoperto durante le celebrazioni della Settimana Santa, nel ridente paesino pugliese di Erchie. La storia che De Summa racconta è quella della marcia a piedi da casa della ragazza alla abitazione della persona di cui si vuole vendicare per un’azione di violenza subita. Un lunghissimo piano sequenza di circa un’ora e un’quarto in cui lo spettatore cede alla forza evocativa del testo, immaginandosi l’intera conformazione del paese: dal
campetto di periferia ai cani randagi, dal negozio del barbiere agli abitanti al balcone, in un crescere di voci e immagini che De Summa costruisce con un ritmo (e una colonna sonora) da film di Tarantino e con una ricchezza di dettaglio umano degno di un fumetto di Gipi (un altro artista di periferia, che aveva intitolato Baci dalla provincia una delle sue prime graphic novel).
Ma il montaggio ha qualcosa che scavalca il teatrale sfociando nel graphic novel, che a un certo punto della fase di elaborazione del progetto scenico De Summa ha commissionato a Massimo Pastore. Illustratore e grafico bolognese, ha un curriculum folto di esperienze prestigiose, avendo lavorato per aziende, istituzioni pubbliche e private, agenzie di comunicazione ed organizzazioni culturali. Co-fondatore dello studio Anonima impressori, una stamperia artigianale, archivio di antichi alfabeti in legno e piombo, che dal 2012 realizza manufatti grafici in tirature limitate.

Per La sorella di Gesucristo Pastore ha realizzato una serie di tavole che apparentemente si limiterebbero a illustrare il racconto declamato dall’attore durante lo spettacolo, e forse queste erano all’inizio le intenzioni di De Summa, ma il risultato finale segue decisamente un percorso diverso. Le tavole, riprodotte al termine di ogni cambio scena, sono diventate controcanto della narrazione, ma non in una logica di sovrapposizione, che avrebbe saturato la fantasia dello spettatore in modo didascalico, ma sviluppandosi come processo narrativo ex-post, come se l’ascolto anticipasse la visione, ci raccontasse quello che stiamo per vedere e che poi vediamo proiettato in immagini quasi infantili, tendenzialmente in bianco nero, di esemplare semplicità. La protagonista, come nella narrazione di De Summa, è anche nella graphic novel una donna senza volto, dai connotati confusi. Eppure, la sua andatura fiera e la capigliatura nera la distinguono dalla massa che la scorta, anch’essa informe, numerosa ma spaventosamente compatta. Le fattezze dei personaggi di volta in volta isolati dalla processione sono delineate per
approssimazione, perché l’immaginazione del pubblico possa lavorare su di loro in maniera indipendente, o
forse perché non senta la necessità di definirle, abbandonandosi al tratto genuino di Pastore e al forte
impatto cromatico.

Fotogramma dopo fotogramma il graphic novel è in grado di schiudere il pensiero del performer, al punto che, nei momenti di proiezione, De Summa lascia puntualmente il palco, riprende fiato prima di proseguire con le successive stazioni della “via crucis” del riscatto di Maria, ma lascia che anche il pubblico riprenda fiato. Dilatando i tempi della narrazione, che scorre fluidamente dall’ugola dell’attore, l’orecchio dello spettatore ha l’occasione di riposare e ripercorrere i momenti salienti dell’episodio attraverso le illustrazioni (consultabili al seguente link!), accompagnate dalle splendide musiche dei Duran Duran, degli Eurythmics e dei Police.

Scritto da: Rotopalco

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